24. Le Donne della mia vita

La saggezza antica certifica: “Meglio un uovo oggi che una gallina domani”.
L’assassino non torna mai sul luogo del delitto.
Il senso di colpa e la nausea mi hanno  distrutto e costretto in un angolo.
Sono bloccato, immobile, prigioniero del mio passato.
Sono nuovamente in una sala d’aspetto, dopo settimane trascorse chiuso nella mia stanza a maledirmi.
Passeggio nervosamente avanti e indietro lungo lo stretto corridoio.
Lo studio è cambiato.
È cambiata pure la segretaria: più giovane e carina.
Chiamare e prendere un nuovo appuntamento è stata una fatica enorme.
Mentre osservo le novità dell’ambiente, la porta si apre e come sempre Lui mi sorride e mi fa il gesto d’entrare con la mano.
Anche la sua stanza è diversa.
Non c’è più la bella vista su Castel Sant’Angelo
C’è un momento di silenzio e d’imbarazzo almeno per me, interrotto dallo Splendente.
– Ciao Melvin, bentornato. Come va?
– Buon pomeriggio, Dottore, è un po’ che non ci si vedeva. Ho avuto nostalgia delle nostre chiacchierate.
-Sono contento che tu abbia deciso di riprendere il nostro percorso. Spero che questa sospensione ti sia servita a calmarti e a riordinarti le idee. Di cosa vuoi parlarmi?
– Calmarmi? Rasserenarmi Dottore? Non credo proprio. Sono come un leone in gabbia. Mi sento come Don Chisciotte contro i mulini a vento.  Credo che la condanna per le mie malefatte sia questa. Essere prigioniero delle pippe mentali e dei ricordi. Ma se non ne parlo con qualcuno rischio di esplodere. Ecco perché sono qui. Parlare per allentare il bombardamento dentro la mia testa. Quindi se è d’accordo continuerei il viaggio nella memoria.
Lo Splendente sorride e scuote la testa:
– Come preferisci, Mel. Eravamo rimasti al giugno del 2007. Cosa avviene dopo?
– Dottore, prima d’iniziare le devo rinnovare una premessa fatta mesi fa. Ciò che le racconterò potrà sembrarle assurdo, folle, quasi come una fiction. Ma è la mia vita, nuda e cruda.
– Mel, non ti preoccupare, se ci sarà qualcosa che non mi quadra, te lo dirò. Ora inizia per favore.
– Francesco e Stefania hanno rinnovato il loro voto matrimoniale. Tutti in famiglia sembrano felici e contenti. Ormai si aspetta il passo successivo: l’arrivo dell’erede. Io continuo invece a vivere questo stato  di malessere e irrequietezza. Difficile da capire e analizzare. Nella mia mente c’è il pensiero dell’Aspirante o meglio ancora dell’intervista da realizzare. Il forum è ormai diventata una seconda casa per me. Passo davanti al computer parecchie ore al giorno. Il mondo intorno a me perde d’interesse. Flavia, Caterina e Ambrosia erano scomparse. Potter stava valutando l’ipotesi di trasferirsi in Inghilterra dal fidanzato.
– Aspetta, Mel, chi sono Flavia e Caterina?
– Sono le donne più importanti della mia vita, Dottore. Sono le due parti del mio cielo. Le ho amate tanto, anche se a modo mio. Flavia è stata il mio primo amore. Ci siamo conosciuti a quindici anni. Galeotte furono le partite di pallavolo al Palazzetto. Se penso all’Amore io vedo Flavia. Siamo  uguali. Oserei dire anime gemelle. Non ho avuto mai il coraggio di dirle cosa provavo. Mi ha aspettato per due anni. Poi stanca della mia eterna indecisione ha scelto un altro ragazzo. Mi ha spezzato il cuore. Ho sofferto tanto, il mio cuore non è più tornato come prima. Pensavo che non avrei più amato. Non riuscivo a vederla. Abbiamo litigato per due anni. Ma mi mancava tanto. Nel 2003 ci siamo ritrovati. Siamo tornati a essere ottimi amici. Nel gennaio del 2007 mi comunicò che si sarebbe sposata con Ezio a settembre. Ero felice per lei. Flavia ha sempre desiderato farsi una famiglia. La notizia mi portò tanta malinconia. Si chiudeva davvero un pagina della mia vita. Dopo Flavia pensavo di non poter amare nessuno. Poi nel 1996 ho conosciuto Caterina. È stata la mia salvezza. Non mi ha mai giudicato. Anche con lei non mi sono mai aperto completamente. Caterina è intelligente, bella, sensibile, anche lei siciliana d’origine. Ha avuto con me una grande pazienza. Ci siamo sempre capiti nel silenzio. Non mi sentivo alla sua altezza. Caterina mi è stata vicina nei momenti più bui della mia vita. Non so cosa avrei fatto senza di lei. Ma anche la sua pazienza  alla fine ha ceduto. Ricordo che mi chiedeva esasperata: “Ma tu cosa vuoi da me?”. Io rimanevo in silenzio. Dovevamo rivederci nell’estate del 2009 dopo tanto tempo. Poi sono stato male e ho preferito evitare. Entrambe ancora oggi fanno parte della mia vita. Sanno che sono in cura da Lei. Ma mi vergogno di spiegargli i motivi, temo il loro sguardo di delusione. Se avrò il coraggio lo farò, un giorno. Nel 2007 Flavia e Caterina per motivi diversi si erano allontanate. Mi sentivo perso senza di loro.
Lo Splendente mi guarda a lungo, scrive qualcosa e poi dice:
– Sono state i fari della tua vita. Le hai idealizzate troppo, Mel. Sei un Madonnaro. Potter invece chi è?
– Potter è la mia compagna di cinema. La conosco da tempo. Era amica di Francesco. All’inizio invero mi stava molto antipatica. Poi abbiamo scoperto la passione comune per il cinema. Le voglio molto bene anche se è la Regina delle Paturnie. Sono stato sempre sincero con lei. Quando decise di  partire per l’Inghilterra ero davvero triste. Sapevo che avrei sofferto la sua mancanza.
– Ok Mel, il tuo mondo femminile è interessante. Ne riparleremo. Riprendi il racconto. Cosa succede dopo?
– Quei ragazzi riempiono un vuoto e attraggono la mia curiosità. Io e l’Oscuro ci sentiamo spesso sul messenger o tramite sms. Ormai erano maturi i tempi per un nostro incontro, anche se in qualche modo lo temevo. Come le ho detto l’ultima volta, c’era qualcosa in lui di poco chiaro, di strano. Non saprei spiegarle bene questa sensazione. Ma volevo vedere il bicchiere mezzo pieno. Poi era forte la curiosità di conoscerlo di persona. Volevo dare un volto all’Oscuro e al suo mondo, così decisi d’accettare il suo invito. Sarebbe stata una serata interessante.
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