20. Un nuova idea – Parte II

– Finalmente a metà giugno tornai a Roma con nonna. Davo il tormento ogni giorno all’Oscuro affinché mi desse una possibilità di avvicinarla. Lo confesso, puntai anche sul linfoma per impietosirlo. Ma sembrava tutto inutile. Quando ormai cominciavo a disperare, la Divina Provvidenza sotto le false spoglie di mio fratello Piero decise di darmi una mano. Infatti una mattina il Puttaniere (così chiamavo mio fratello per quelli del forum) mi chiamò alle 8.45 per annunciarmi che l’Aspirante e il suo compagno di set, Mr. Braciola, stavano girando alcune scene vicino al suo studio. Non me lo feci ripetere due volte e uscii di casa come un razzo. Arrivai di corsa, faceva un caldo terribile, prima di “entrare in scena” cercai di darmi un contegno lavandomi in una fontanella. Piero mi aveva informato che stavano girando a Piazza dei Quiriti. Raggiunsi la piazza con il cuore che batteva forte. La vidi quasi subito. Stava girando una scena di un litigio con il compagno. Da quello che ricordo, Dottore, la scena prevedeva un litigio con un grande schiaffo finale da parte sua. Se devo essere sincero, il ceffone era molto realistico. Cominciai ad avvicinarmi al set con passo felpato. Non sapevo se stavolta mi avrebbero consentito di presenziare. Lei era davvero radiosa, sebbene molto più magra rispetto a febbraio. Pensai che fossero le fatiche da set e le pene d’amore ad averla prosciugata. Cominciai a scattare foto a raffica, cercando così di completare lo “scoop” e soprattutto di fare felici i ragazzi del forum. Completata la scena, la troupe si sarebbe spostata in un cinema. Pensavo di non avere chance di entrare, ma mi feci coraggio e mi avvicinai. Il Gigante Buono mi vide e disse “Mi ricordo di te”. Stupito gli risposi: “Davvero si ricorda di me?”. “Un ragazzo con il bastone non si dimentica. Sei stato con noi tre giorni l’altra volta. Sei stato zitto e silenzioso. Non hai fatto casini. Quindi se vuoi entrare fai pure. Ormai sei di famiglia”. Gli feci un sorriso e un inchino, ma dentro di me piangevo di gioia. Mi riconobbe pure l’aiutante scenografa Tiziana, anche lei bella, anche se oberata di lavoro e molto accaldata. Mi salutò con un cenno del capo e mi lanciò un sorriso meraviglioso. Forte di questi riconoscimenti entrai nel cinema. C’erano operatori e macchine da presa ovunque. Faceva un caldo infernale là dentro. L’Aspirante cercava un po’ di refrigerio con un ventaglio. Non osavo avvicinarmi, non volevo annoiarla durante le riprese. Poi pensavo, chi l’avrebbe sentito l’Oscuro. Passai il resto della giornata a parlare con i tecnici. Chiedevo spiegazioni su come funzionasse l’organizzazione di una scena. Era davvero interessato. Mi sentivo come in una atipica famiglia. Ricordo che carpii una mezza confidenza tra una sconsolata Aspirante e una truccatrice. Parlavano di un ragazzo. Non riuscii a sentire molto, ma la scena mi fece sorridere. Anche le giovani e desiderate attrici hanno turbolenze d’amore, pensai. Un tecnico delle luci mi si avvicinò e disse: “Mi raccomando, non lo dire a nessuno. Ma da domani siamo per tre giorni in esterna, se vuoi venire”. Sempre più felice, lo ringraziai per l’informazione. Poi, durante la pausa pranzo, ascoltai una discussione a tre tra l’Aspirante, Mr. Braciola e (credo) un agente. I giovani attori erano ansiosi di ricevere e vagliare nuove proposte. In particolar modo, lei era molto ansiosa. Ricordo che si lamentava: “Chiamo il mio agente ogni giorno. Mi dice di essere paziente”. Ero sempre più divertito. Stavo scoprendo i lati umani della ragazza. A fine giornata, dopo otto ore d’attesa, decisi di provare l’assalto.
– Aspetta Melvin, questo è il tuo primo incontro con la ragazza. Mi raccomando, raccontamelo bene.
– Be’ Dottore, mi avvicinai e la salutai: “Buon pomeriggio, Signorina. La posso disturbare un momento? Mi chiamo Melvin e sono un utente del forum dell’Oscuro. Le porto i suoi saluti con immutata stima. Non so se l’Oscuro ha avuto modo di accennarle qualcosa, ma avremmo pensato di realizzare un’intervista amatoriale un po’ particolare”. Lei mi guarda e sospira: “No, mi dispiace, puoi chiamarmi Ginevra, nessuna Signorina”. Io, di rimando: “La ringrazio, ma mi sento a mio agio se le do del Lei”. Con un rapido sguardo tranquillizza Cesare, il suo Autista-Confessore, e cerca di prendere tempo. “Ma non so se ho il tempo per un’intervista. Sapete che nei limiti del possibile sono sempre disponibile. Come hai visto tu oggi, sono sempre impegnata sul set. Di momenti liberi ne ho pochi”. E io, tranquillamente. “Signorina, non si preoccupi, capisco i suoi impegni. Io fortunatamente ho tempo da perdere. So che da domani sarete tre giorni in esterna. Io sarò lì. Se ci sarà l’opportunità bene, altrimenti pazienza”. Messa all’angolo dice. “Ma magari piove”. Io sorrido mentre mi asciugo il sudore con il fazzoletto: “Magari, Signorina. Facciamo così: lei ci pensi. In ogni caso per gli amici del forum dovrò esserci. Le auguro una buona serata”. Ci stringiamo la mano. L’Aspirante fugge via con il suo autista. Io mi sento euforico per aver aperto la sfida dell’intervista, ma vorrei uccidere l’Oscuro perché non le ha detto nulla. Sono stranamente tranquillo, dopo averle parlato per dieci minuti di fila.
– Be’, hai avuto un notevole sangue freddo per i tuoi canoni. Cosa successe dopo con il forum?
– Tornato a casa di corsa, convocai d’urgenza lo staff del forum con l’Oscuro in testa. Spiegai cosa era successo e quale opportunità avevamo per i prossimi tre giorni. Finalmente l’Oscuro e lo staff si degnarono di leggere le mie domande. Furono approvate e studiammo insieme come preparare l’assalto con discrezione. L’Oscuro raccomandava educazione e rispetto. Io, insofferente a questi pleonastici richiami, gli rispondevo “Vai a studiare, che è meglio”. Stava per cominciare una lunga rincorsa.
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