16. Come Cristoforo Colombo – Parte II

– Il mondo della fiction è come una piccola grande famiglia, Dottore. Lavorando dalle dodici alle sedici ore al giorno insieme, le differenze sociali e professionali si annullano. Attori e tecnici vivono in simbiosi. Nascono simpatie, gelosie, amori. Fin dal primo giorno trovai più interessante la vita del set che le scene girate. Ero percepito come una persona stravagante, ma ai miei occhi erano loro gli strani. Iniziò una sorta di gioco di ruolo. Mi divertivo, cominciai ad accentuare le mie stranezze. Ma mi creda, Dottore, non volevo mancare di rispetto a nessuno. Ero un ospite in quel mondo. L’essere accettato e non solo sopportato mi sorprese. Non avevo previsto che l’aspetto umano e affettivo potesse travolgermi. Furono tre giorni emotivamente intensi ma anche molto stancanti. Facevo fatica a dormire per l’eccitazione. L’insonnia nel corso del tempo sarebbe diventata devastante. Essere dentro una fiction televisiva, capire come venisse costruita e progettata, mi eccitava. Chiedevo spiegazioni. Li osservavo lavorare. È come una catena di montaggio, Dottore. Tutto funziona se ognuno fa la propria parte. Deve essere tutto sincronizzato.
– Ecco, Mel, cosa sto cercando di spiegarti da settimane. All’interno del file Aspirante se ne aprono altri. La tua sfera emotiva comincia a sovraccaricarsi. Il Mondo dei Balocchi diventa più interessante dell’Aspirante stessa. Sei attirato dal Nuovo mondo.
– Non credo che Cristoforo Colombo si sia mai pentito delle sue scoperte. Io non sono riuscito più a fermarmi, una volta dentro.
– Mel, ti sentivi libero. Eri dentro un film. Non potevi fermarti.
– Già, Dottore, dentro un film dell’orrore. Vedo nella mia mente tutte le sequenze, ormai, e vorrei girare la testa altrove. Ho disgusto di me stesso.
– Mel, poche persone avrebbero fatto quello che hai fatto tu. Entri dentro la televisione. Abbatti la barriera che c’è tra immaginario e realtà. Reciti una parte attiva. Sei eccitato e curioso. Sei entrato in un mondo che ti piace e ti stimola fin da piccolo.
– Dottore, io vedo solo una persona che spara minchiate e si copre di ridicolo.
– Mel, eri entrato in una fase patologica. Lascia perdere il giudizio morale.
– Non ci riesco, Dottore. Tutti i giorni sento una vocina dentro la mia testa che ripete continuamente: “Come hai potuto, Mel? Cosa hai fatto? Sei un cretino!”.
Lo Splendente scuote la testa:
– Ti ostini a vedere la situazione solo dal tuo punto di vista. Ci sono altre prospettive, Mel.
– Forse, Dottore. Ma io al momento mi sento sotto processo per cretineria acuta. Neanche Perry Mason mi salverebbe.
– Attraversavi una fase di passaggio. Per un uomo i trent’anni sono un’età simbolica.
Sospiro e guardo fuori dalla finestra. Poi mormoro:
– Già Dottore, trent’anni, vorrei non parlarne.
– Anche quel momento segna la tua storia, dobbiamo affrontarla.
– Lo immaginavo, Dottore. Non ci facciamo mancare nulla.
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3 pensieri su “16. Come Cristoforo Colombo – Parte II

    • Caro Ryan ti ringrazio molto.Spero che la mia storia possa essere d’aiuto a chi sta non attraversando un bel momento.Non bisogna perdere la speranza.Ringrazio gli utenti dei vari forum “psicologici” che in queste prime settimane mi stanno seguendo.Sono al vostro fianco.

    • Caro Ryan ti ringrazio molto.Sono contento che gli utenti di alcuni forum “psicologici” mi stiano seguendo.Spero che questa storia possa essere d’aiuto a chi non sta attraversando un bel momento.Non perdiamo la speranza!

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