15. Come Cristoforo Colombo – Parte I

Sono sempre stato attratto dalle novità.
Ho sempre cercato le risposte alle mie curiosità.
Sono una persona pigra e indolente, ma quando mi metto in moto non mi fermo più.
Scoprire luoghi nuovi.
Conoscere persone diverse da me.
Ora ho perso pure questo slancio.
Vedo sfilare la gente sotto il mio naso e sento montare l’indifferenza.
Rivoglio la mia vita. Sono stanco dell’Aspirante. Ecco la porta aprirsi.
– Ciao, Mel. Come va?
– Stanco, Dottore. Non ho entusiasmo per niente e nessuno. Sono un morto che cammina.
– Quando hai finito di lamentarti dimmelo. Sei tu che generi queste emozioni, Mel. Devi voltare pagina.
– Come se fosse facile! Mi sento dentro un pozzo.
– Raccontami il Mondo dei Balocchi. Come ci sei entrato?
– Ad aprile, come ampiamente annunciato, iniziarono le riprese della seconda stagione. Tramite il forum venni a sapere che giravano alcune scene a Roma. Avendo molto tempo libero mi offrii come osservatore-fotografo nella speranza di poter incontrare l’Aspirante. Qui, Dottore, scatta un’altra stranezza della storia. Decisi di andare sul set con un bastone da passeggio. Il mio mal di schiena cronico per una volta mi sarebbe stato d’aiuto. Immaginai che la sicurezza del set non mi avrebbe fatto troppe storie se fossi rimasto a guardare. In effetti il trucco funzionò e nei successivi tre giorni, nonostante il caos e le orde di fan scatenati che cingevano d’assedio il set, mi fu consentito d’avvicinarmi senza problemi. Intendiamoci, Dottore, mi mettevo in un angolo e non fiatavo per ore intere. In quei primi tre giorni non vidi l’Aspirante, ma non me ne feci un cruccio, anzi. Ebbi modo di vedere all’opera gli altri protagonisti della storia. Osservavo come le maestranze lavorassero duramente e con impegno per preparare le scene. Stavo scoprendo un mondo nuovo, il famoso “dietro le quinte” dei grandi show. Feci amicizia con molti tecnici e in particolare con l’aiuto scenografa, l’altruista Tiziana. Mi creda, Dottore, era una ragazza molto dolce e paziente oltre che bella. Aveva degli occhi azzurri bellissimi e un sorriso caloroso. Ricordo che mi attaccai a lei come un’ombra per scoprire i trucchi della scenografia. Io domandavo e lei mi rispondeva paziente. Pino, alias il Gigante Buono, responsabile della sicurezza, mi guardava con i suoi occhi attenti e benevoli e mi lasciava fare. Alla fine dei tre giorni ero entusiasta più che se avessi visto l’Aspirante. Sul forum descrivevo le mie emozioni, raccontavo le scene viste, postavo le foto sfocate (lo confesso, non sono bravo), ma all’inizio l’Oscuro e compagnia bella non sembravano interessati. Non so come spiegarlo, Dottore, ma mi sembrava di vivere nel Mondo dei Balocchi. C’era un clima di euforia tra i fan. Molti cercavano il contatto con l’attore. Volevano una foto. A me interessava altro. Ricordo che, per preparare una scena, il regista aveva chiamato attorno a sé gli attori principali: l’Esimio, il Comandante e l’Eclettico. Iniziò uno scambio di opinioni. Cercavo di capire, da lontano. Finalmente i tre iniziarono lo show. Invece di seguire il copione e quanto concordato con il regista, girarono la scena all’impronta, improvvisazione pura. Mi creda, avevo le lacrime agli occhi per quanto ridevo. Mi sentivo un privilegiato ad assistere a questi momenti di alta recitazione. Altro che Aspirante, pensavo, se i giovinastri potessero vedere…
Lo Splendente sorride e dice:
– Sei entrato dentro la fiction, Mel. La realtà supera la fantasia.
– Mi sembrava di vivere un sogno, Dottore. Mi sentivo come Cristoforo Colombo nel Nuovo mondo.
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3 pensieri su “15. Come Cristoforo Colombo – Parte I

  1. Fa riflettere la simulazione di Melvin, il fingersi malato. Perchè sembra costituire non solo il lasciapassare per entrare nel Paese dei Balocchi, ma anche la chiave per uscirne, nel caso le cose si fossero messe male.
    Perchè nel Paese dei Balocchi, oltre alla bella Aspirante, ci poteva trovare anche Mangiafuoco e i due potevano persino essere due aspetti della stessa persona, nell’immaginario di Melvin.
    Le persone che poi si sono comprensibilmente risentite per l’inganno, non potevano sapere che questo doveva far parte quasi necessariamente di questa storia; quando il protagonista si caccia nei pasticci, deve pure riservarsi una via di fuga e questa messa in scena si adattava al momento particolare di confusione nella vita di Melvin, al fatto di trovarsi, dopo tutto, sul set di una finzione e al suo essere combattuto tra desiderio e paura.

    • Gentile Sgra Orsa le Sue analisi come sempre mi colpiscono. Vede anche oltre quello che magari c’e’
      La scelta di fingersi malato mi creda non era premeditata. Esce fuori cosi. Non credevo che questa bugia potesse diventare la mia condanna a morte. Quando entro nel Paese dei Balocchi,non so cosa aspettarmi. Mi sento a casa. Sono dentro un set. Mi sento cosi felice dopo tanto tempo. L’Aspirante e “le altre creature” di quel mondo mi affascinano,ma non mi immagino ancora che possano sconvolgere la mia esistenza.
      Forse la malattia era uno strumento per uscire di scena qualora la situazione fosse precipitata. Pensavo di controllare gli eventi,non sarebbe stato cosi. Ho tenuto per me per tanto tempo tanti “segreti” di quel Mondo,ho protetto personaggi che non lo meritavano. Ho deciso di parlare per chiudere con il passato. Ringrazio chi giudica “coraggioso”.Non lo so se lo sono. So solo che sono gli altri che hanno paura del passato.

      • orsa sei fantastica! mi hai fatto vedere questa storia da un altro punto di vista e, manco a dirlo, melvin mi è ancora più simpatico 🙂

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